Prezioso tè verde

Insieme al caffè, il è forse la bevanda più usata al mondo. Sorseggiata rigorosamente nel pomeriggio dagli inglesi, presente nelle tavole indiane, cinesi o mediorientali durante i pasti, o consumata calda o fredda in tutti i momenti della giornata dai popoli occidentali, accompagnato spesso da biscotti e torte, in versione naturale o aromatizzato.

Ma non tutti conoscono le sue preziose proprietà.

Il tè è derivato dalla lavorazione delle foglie della Camellia Sinensis, ed è originario della Cina, del Tibet e dell’India del Nord. Il primo a descrivere le proprietà del tè fu il botanico svedese Linneo che diede gli diede il nome di Thea sinensis, cioè tè cinese. Le varietà di tè si diversificano tra di loro in base alle zone di coltivazione, al suolo, alle condizioni climatiche ma soprattutto ai metodi di lavorazione: il diverso processo di manifattura infatti ne determina le qualità organolettiche. La lavorazione consiste essenzialmente in un processo di fermentazione delle foglie raccolte che promuove l’ossidazione dei principi contenuti. Gli attivi del tè, o catechine, passano dall’interno dei vacuoli in cui sono presenti in forma non attiva all’esterno pronte per essere polimerizzate, ossia unite tra di loro, grazie all’ossidazione enzimatica che avviene nel processo. Attraverso il processo di ossidazione, si ottiene il cosiddetto tè nero. Quando invece le foglie non subiscono questo processo ossidativo, si ottiene il tè verde.

Principalmente le foglie di the contengono:

  • Epigallo-catechina (EGC)
  • Epigallo-catechingallato (EGCG)
  • Epicatechina
  • Epi-catechingallato (ECG)

Chimicamente si dice che le catechine sono degli accettori o donatori di idrogeno e reagiscono con le specie reattive dell’ossigeno: in altre parole, sono dei buoni antiossidanti. E’ grazie a questa loro peculiarità si sono rivelati, sia in vitro che in vivo, degli ottimi protettori nei confronti di malattie neurodegenerative, cardiovascolari e del cancro.

Le concentrazioni di polifenoli usate negli studi in vitro hanno dimostrato di poter inibire il processo di iniziazione, promozione e progressione cancerosa a livello cutaneo, polmonare, esofageo, gastrico, epatico, intestinale, pancreatico e nelle ghiandole mammarie. Se si potessero usare in vivo le stesse concentrazioni adoperate in vitro per gli studi sarebbero un’ottima terapia contro queste malattie.

L’effetto antiossidante e di scavenger di radicali liberi ha un’influenza positiva anche sul sistema cardiocircolatorio. Questi principi attivi sono infatti capaci di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e di aumentare dell’HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”. Hanno inoltre spiccata capacità di promuovere la diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue. Gli studi epidemiologici su popolazioni orientali in cui abitualmente si bevono diverse tazze di tè al giorno hanno dimostrato che vi è una bassa incidenza di malattie cardiovascolari, di ipercolesterolemia, e di diabete, nei soggetti studiati.

Tuttavia, è necessario prestare attenzione alle dosi: le 3-10 tazze stimate necessarie affinché i polifenoli esplichino le loro attività terapeutiche potrebbero risultare tossiche. Il tè infatti ha anche la capacità di stimolare il sistema nervoso simpatico, che producendo adrenalina, dopamina e noradrenalina porta all’attivazione di meccanismi cellulari che stimolano, tra le altre funzioni, anche quella cardiaca.

Palpitazioni, nervosismo e tremori sono i segni più comuni nelle “intossicazioni” da tè. E alla stimolazione di questi ormoni è dovuta anche un’altra proprietà della bevanda: la termogenesi, ossia la capacità di promuovere l’aumento del metabolismo e il dispendio energetico nel nostro corpo. In parole semplici: il tè aiuta a dimagrire e a bruciare grassi. Assunto in capsule, tisane o in compresse, da solo o associato a Guaranà, Matè, o prodotti drenanti (ananas, semi di ciliegio) e coadiuvato da una dieta ipocalorica potrebbe essere la vostra chiave di volta per ritornare in forma, magari con l’avvicinarsi dell’estate.

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