Le bacche di goji

Le bacche di goji, originarie delle valli himalayane, in Mongolia Tibet e Cina, fanno parte di due specie: Lycium Barbarum e Lycium Chinese, all’interno della più ampia famiglia delle Solanacee cui appartengono anche il pomodoro, la melanzana, il peperone e la patata.

Negli ultimi tempi hanno goduto di una grande notorietà anche se, a mio avviso, non rappresentano come invece qualcuno sostiene “la panacea per ogni male”: se è vero che hanno notevoli proprietà organolettiche, non è altrettanto corretto affermare che il loro uso quotidiano può scongiurare l’insorgere del cancro o di malattie degenerative, illudendo in tal modo i consumatori. Qualsiasi alimento, o abitudine di vita, capace di abbassare gli stress ossidativi introdotti nel nostro organismo avrà un’azione benefica che farà diminuire il rischio di insorgenza di eventuali malattie degenerative. Tuttavia in termini assoluti non possiamo affermare che questo o quell’altro cibo ci forniscano l’immunità completa.

Ciò premesso, le bacche di goji vanno assunte in ragione di 25-30 g al giorno. Una dose maggiore potrebbe avere degli effetti lassativi, mentre la dose tossica non è facilmente raggiungibile. Sono degli ottimi antiossidanti, contengono vitamine del gruppo B, cromo e magnesio, e molta vitamina C, e per questo vengono consigliate come dimagranti o meglio come attivatori del metabolismo basale in condizioni di esercizio fisico.

Il buon contenuto di fibre e di oligoelementi le fa annoverare tra i cibi capaci di aiutare l’organismo nella gestione del glucosio sanguigno, della pressione arteriosa e del colesterolo. Queste proprietà suggeriscono cautela in caso di uso in associazione a terapie contro l’ipertensione e il diabete. Sebbene non siano riscontrati effetti collaterali di grande importanza, tuttavia la presenza di beteina e luteina rende sconsigliabile il loro uso in gravidanza.

100 grammi di prodotto contengono:

  • Grassi totali 5,7 g
  • Grassi saturi 1,1 g
  • Proteine 10,6 g
  • Carboidrati 21 g
  • Zuccheri 17,3 g
  • Sodio 24 mg
  • Calcio 112,5 mg
  • Ferro 8,4 mg
  • Fibre crude 7,70 g
  • Vitamina C 306 mg
  • Carotene 7,38 mg
  • Amminoacidi 8,48 mg
  • Vitamina B1 0,15 mg
  • Polisaccaridi 46,5 mg

Occorre tuttavia prestare attenzione però a cosa si compra. Nel 2013 Greenpeace pubblica uno studio condotto su 36 campioni di prodotti erboristici importati dalla Cina, tra cui bacche di goji, crisantemo, caprifoglio, bulbi di giglio, datteri, boccioli di rosa e san qi (Panax pseudoginseng, o “pseudo ginseng”) per la ricerca di residui di pesticidi e sostanze pericolose per la salute oltre la soglia ammessa dalla legge comunitaria. Fortunatamente tra i brand analizzati, campionati in Italia, non troviamo nomi altisonanti ma occorre sempre fare attenzione, a maggior ragione per questo tipo di prodotti importati, a dove si acquista e a cosa si acquista.

Purtroppo l’etichetta in quanto tale poco può dirci circa l’onestà di chi ha coltivato le bacche ma sicuramente la presenza del simbolo di un ente certificatore può rassicurarci sui controlli che precedono l’immissione del prodotto sul mercato italiano, o comunitario, dopo l’importazione da un paese con norme vigenti diverse dalle nostre.

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