Invecchiamento cutaneo e radicali liberi

L’invecchiamento cutaneo è un processo inevitabile che colpisce la pelle che provoca una progressiva perdita dell’efficienza strutturale e funzionale del derma e, di conseguenza, una diminuzione della sua capacità di sostenere meccanicamente e biologicamente gli strati epidermici.

Il segno più evidente di questo processo sono senza dubbio le rughe, caratteristiche della perdita del tono, dell’elasticità e della compattezza della pelle.

L’invecchiamento cutaneo però influenza anche altri aspetti che normalmente caratterizzano una pelle giovane e sana, ossia la texture ed il colore. Questi cambiamenti, la cui entità e rapidità variano da soggetto a soggetto, non vanno visti come singoli eventi ma piuttosto vanno inseriti in un quadro più ampio in cui numerosi processi biologici e ambientali si verificano e si sovrappongono.

Questo processo fisiologico è caratterizzato da 3 componenti:

  1. Intrinseca o cronologica: comprende la fisiologica maturazione della pelle in cui epidermide e derma diventano atrofiche, i fibroblasti e la produzione del collagene diminuiscono.
  2. Ormonale: l’azione degli estrogeni, prodotti naturalmente dal nostro organismo, stimola la produzione della matrice extra-cellulare, salvaguarda la quantità di collagene presente e favorisce l’idratazione e la funzione barriera della pelle. Durante la menopausa, diminuendo la secrezione di estrogeni si ha la perdita di struttura del derma e quindi il rilassamento cutaneo.
  3. Estrinseca: è la componente che maggiormente influenza l’invecchiamento cutaneo ai giorni nostri. E’ legata allo stile di vita e a fattori ambientali: assunzione di farmaci, malattie degenerative, come diabete o patologie tiroidee, alimentazione scorretta e fumo di sigaretta, aumentano la quantità di radicali liberi presenti nel nostro organismo così da renderlo incapace, mediante i soli sistemi di compensazione a sua disposizione, di reagire neutralizzandoli.

 

Cosa sono i radicali liberi.

I ROS, questo il nome dei Radicali Liberi, sono molecole fortemente dannose che si sviluppano in seguito alle natività metaboliche delle cellule, in particolare sono legate al metabolismo energetico dei mitocondri. In una situazione di equilibrio l’organismo mette in atto dei meccanismi biologici che contrastano l’azione citotossica dei ROS, ma, in presenza dei fattori negativi sopra elencati, può accadere che la loro concentrazione aumenti a scapito dei tessuti.

I ROS agiscono principalmente sui fibroblasti che diminuiscono nel numero, causando una diminuzione della produzione di elastina e collagene da parte di queste cellule e quindi facendo perdere compattezza, struttura e tono alla pelle.

L’ossidazione degli acidi grassi delle membrane cellulari, nel derma, da parte dei radicali liberi produce una pelle più fragile e meno reattiva nei confronti delle aggressioni esterne. La pelle rugosa non è soltanto esteticamente meno attraente ma è, soprattutto, poco funzionale all’organismo.

 

Cosmesi antirughe e anti-age

La cosmesi antirughe e anti-età rappresenta il 39,2% delle vendite nel reparto creme viso del nostro paese. Un efficace cosmetico funzionale antiage agisce su 3 livelli: sulla superficie, sulla funzionalità e sulla struttura della pelle.

La tecnica cosmetica distingue due tipologie principali di cosmetici antiage, con caratteristiche differenti, in base all’azione che vanno a contrastare: i primi segni di invecchiamento e quelli più accentuati.

 

Trattamenti per i primi segni di invecchiamento

I trattamenti per i primi segni di invecchiamento sono formulazioni indicate per una pelle ancora giovane ma in cui iniziano ad intravedersi delle microrughe, in cui le linee d’espressione cominciano a delinearsi e in cui la pelle appare meno luminosa e meno compatta. Normalmente sono formulazioni a texture leggera, con un quantitativo di fase grassa non alta e in cui gli oli vengono preferiti, in maggiore percentuale, ai burri.

Alcuni degli attivi contenuti hanno azione specifica sul microcircolo cutaneo in modo da migliorare l’incarnato del viso e renderlo più luminoso e da drenare i liquidi che depositandosi sotto gli occhi cominciano a formare le prime borse.

Vite rossa, mirtillo, olio di vinaccioli, olio d’oliva, gingko biloba, passiflora incarnata e helichrysum italicum sono alcune delle piante i cui estratti vengono usati per l’alto contenuto in polifenoli ed il potere antiossidante e migliorativo del microcircolo cutaneo.

Altre molecole che aiutano a migliorare l’incarnato del viso sono gli alfa-idrossiacidi, scoperte in campo dermatologico negli anni ’70 e ancora largamente impiegati, chiamati anche acidi della frutta perché le molecole più rappresentative si ritrovano in molti frutti comuni.

Il loro meccanismo d’azione non è ancora del tutto chiaro ma sembrerebbero capaci di stimolare il turnover cellulare in superficie, levigando e schiarendo l’epidermide, e più in profondità di stimolare la produzione di collagene da parte dei fibroblasti.

Infine, ingredienti importantissimi per questo tipo di formulazioni sono anche i fattori di protezione UV: molecole, spesso di natura chimica, che una volta applicate sul derma sono capaci di schermare i raggi UVA e UVB in modo da non farli penetrare in profondità e limitarne i danni su collagene e altre strutture portanti.

Alcuni cosmetici naturali usano l’estratto di curcuma come filtro UV ma la sua capacità protettiva non è dosabile allo stesso modo dei sostituti chimici, quindi potrebbe risultare poco sicuro.

 

Trattamento per i segni accentuati di invecchiamento.

Per combattere i segni accentuati di invecchiamento, invece, si usano strategie mirate a ristabilire lo stato ossidativo della pelle e stimolare mediante fattori di crescita la differenziazione di adiposità e la produzione di collagene ed elastina.

Gli isoflavoni estratti da soia, trifoglio rosso, cimifuga e liquirizia, hanno una struttura molto simile agli  estrogeni e riescono ad interagire con alcuni recettori cellulari che in età giovane venivano stimolati dagli ormoni, in particolare con i promotori della produzione di collagene, acido ialuronico e matrice extracellulare. Appartenendo alla classe dei polifenoli agiscono anche dal punto di vista dell’ossidazione cellulare bilanciandola. Quest’azione spesso viene coadiuvata dall’acido lipoico, che agisce ripristinando l’attività antiossidante delle vitamine A e C già presenti nel derma.

Sempre dalla natura provengono gli estratti di Ibisco e di Crocus il cui meccanismo d’azione consiste nel migliorare la comunicazione tra i messaggeri nella matrice cellulare che regolano l’attività dei fibroblasti.

Principio attivo assai noto nei preparati antirughe e soprattutto nei trattamenti effettuati dagli specialisti è la tossina botulinica, sostanza neurotonica prodotta dal Clostridium botulinum capace di causare, una volta iniettata o applicata, il rilassamento della muscolatura circostante la ruga, col conseguente effetto tensivo della pelle.

Oggi questa tossina è stata sostituita con molecole più sicure e più attive, i lipopeptidi, ossia molecole di acidi grassi coniugate con sequenze amminoacidiche che agiscono stimolando il rilascio dei messaggeri che produrranno il rilassamento muscolare.

Le creme che promettono di rimpolpare il derma, invece, sono a base di attivi ad effetto lipo-filler:  sostanze come i polifenoli contenuti nei semi di noce moscata stimolano la maturazione degli adipociti, corresponsabili del riempimento del derma e dell’aspetto compatto della pelle, dando così un nuovo tono alla pelle.

Nonostante il numero di preadipociti non cambi nel tempo questi, tuttavia, perdono la capacità di maturare e diventare adipociti con conseguente svuotamento del derma.

 

I principi attivi “magici”.

Infine, una rapida occhiata ai principi attivi “magici”, ossia quelle sostanze, prevalentemente usate nella cosmesi decorativa, di natura organica come il nitruro di boro, l’allumina, alcune xilici, i derivati siliconici e poliuretani, in grado di dare la sensazione che le rughe spariscano tramite un effetto ottico. La ruga ha la capacità di intrappolare la luce riflettendone solo una piccola percentuale con il risultato di apparire più scura, e quindi marcata, rispetto all’osservatore esterno.

Per nascondere la ruga occorre quindi incrementare l’intensità della luce riflessa e le sostanze filler sono caratterizzate da un elevato potere di trasmissione e soprattutto di diffusione della luce. In questo modo la luce viene riflessa in tutte le direzioni all’interno del solco della ruga raggiungendo l’osservatore esterno come uguale a quella proveniente da tutto il viso.

La ruga c’è ma non si vede.

 

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Showing 2 comments
  • federica
    Rispondi

    articolo bellissimo complimenti! purtroppo l eta avanza quindi mi ritrovo anche io un po di rughe sul volto
    il viso ha delle rughe sul contorno occhi fronte e rughe naso labiali, sono una persona che preferisce gli approcci soft
    quindi prima di fare cose tipo punturine e altro mi sono guardata un po attorno e girando su pagine e fb ho scoperto un siero anti rughe
    che ha recensioni ottime che contiene come ingredienti l acido ialuronico e i peptidi argireline,
    le recensioni erano tutte positivi e l ho comprato lo uso da circa un mese e mi trovo divinamente, il prodotto è un efficace antirughe
    perfino per il contorno occhi (ciao ciao zampe di gallina) vedo le rughe meno profonde e la pelle piu tonica vorrei sapere secondo voi l effetto e l efficacia e da dare all acido ialuronico oppure ai peptidi? ho usato altri prodotti prima ma non avevo mai visto tanta efficacia

    • Farmaflo
      Rispondi

      Grazie per i complimenti Federica, siamo all’inizio del nostro percorso quindi fanno sempre bene.
      Acido ialuronico e peptidi hanno il compito di stimolare il ” sistema collagene ” facendo quello che un organismo dopo i 30 anni inizia a far meno. Il risultato è una pelle più compatta, elastica, ben irrorata e quindi più luminosa. Nelle formulazioni non sono mai lasciati da soli ma lavorano in sinergia con attivi che migliorano il microcircolo o, in casi più estremi come le creme ed i sieri che promettono la pelle di una ventenne, in sinergia con le sostanze filler che lasciano la sensazione visiva di mitigare le rughe.
      Chiaramente non tutti i prodotti che contengono acido ialuronico e peptidi sono funzionali alla stessa maniera, dipende dal tipo di sostanze usate e dalla percentuale.
      Spero di esserti stata d’aiuto, continua a leggerci !!

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