Il cranberry: antibatterico naturale

Quando c’è un eccesso di zuccheri nell’urina si creano delle condizioni favorevoli allo sviluppo batterico nella vescica, che hanno come conseguenza l’insorgenza di fastidiosissime cistiti.  Non sempre l’uso di un antibiotico è indicato, ed esiste una valida alternativa naturale che permette di curare velocemente questo disturbo: il Cranberry.

Il Vaccinium macrocarpon è una pianta originaria del nord est America molto usato dai nativi per numerose applicazioni, in virtù delle sue proprietà terapeutiche molto interessanti. È più conosciuto come Cranberry in Nord America o “ossicocco americano” o “mirtillo rosso americano” in Italia – da non confondere col mirtillo rosso, che è una specie della stessa famiglia ma di origine euroasiatica.

Il Cranberry contiene:

  • Acidi ursolico, citrico, quinico, benzoico;
  • Polifenoli: antociani, flavonoidi;
  • Proantocianosidi: Proantocianidine, 3-O-arabinosidi del cianidolo e del peonidolo.

È un ottimo antibatterico naturale, attivo soprattutto nelle infezioni alle vie urinarie. Cistiti curate con integratori a base di Cranberry trovano la loro risoluzione meglio che con le classiche terapie antimicrobiche: si è dimostrato infatti che il meccanismo d’azione delle proantocianidine è quello di distruggere delle proteine, le adesine, che i batteri usano come “tentacoli” per aderire alle pareti della vescica e degli annessi.  Di conseguenza i batteri, trovandosi sprovvisti di questo strumento fondamentale per la loro vita e prolificazione, scivolano e vengono espulsi con l’urina.

Gli antibiotici sono, in alcuni casi, meno indicati degli integratori alimentari perché gli antibiotici agiscono da battericidi, cioè eliminano il batterio uccidendolo, ma a volte soltanto da batteriostatici, inibendo solo la replicazione del batterio e non uccidendolo, dandogli così l’opportunità di replicarsi in seguito. Da questo punto di vista quindi principi attivi, seppur naturali, che mettono fuori uso il sistema che permette l’adesione alle cellule da parte del batterio è da preferire come terapia.

Inoltre i batteri sono assai adattabili e in condizioni e ambienti favorevoli creano dei meccanismi di difesa che riescono a combattere l’azione dell’antibiotico. I batteri che si replicano dal ceppo adattato porteranno con sé questa modifica strutturale e risulteranno pertanto “immuni” all’antibiotico, e non solo nell’organismo in cui si replicano ma in tutti gli altri organismi che vanno ad infettare.

Questo è un altro motivo per cui non bisognerebbe abusare degli antibiotici e cercare quando possibile metodi alternativi, che magari richiedono un po’ più di pazienza perché gli effetti si dispieghino.

Chi ciclicamente e periodicamente soffre di cistiti può trarre dunque giovamento da integratori contenenti Cranberry o anche Uva Ursina.

Il Cranberry è attivo anche contro l’Helycobacter pilori, un batterio responsabile di una buona percentuale di gastriti e di successive ulcere, e contro l’Escherichia coli.

Anche per questo il meccanismo d’azione risiede nella distruzione delle adesine del batterio e quindi nella conseguente espulsione del batterio attraverso il tratto intestinale.

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